1. Fontana del Vecchio
Dietro all'ultimo pilone dell'acquedotto (lato nord), si incontra una pregevole fontana realizzata nel
1474 dal capitano della città
Polidoro Tiberti da Cesena, che fece anche lastricare delle strade e restaurare la vicina
Porta Salvatoris.
La fontana è di stile rinascimentale e della struttura quattrocentesca rimane soltanto la parte superiore con la trabeazione ricca di modanature e il frontone semicircolare con stemma aragonese. Deve il suo nome alla faccia barbuta scolpita in pietra di un vecchio (in passato identificato con
Solimo), da cui sgorga l'acqua, potabile e sempre freschissima, e vicino alla quale è incisa la parola
'vechio'. Rappresenta ancora oggi un punto di ristoro per i sulmonesi e per i turisti.
2. Piazza XX Settembre
Proseguendo in direzione nord (verso la villa comunale) si attraversa l'incrocio tra via Mazara (sede del Municipio) a sinistra e Via Roma (sulla destra), in fondo alla quale si trova il
Cinema Pacifico, sede del concorso
"Sulmonacinema" e unica sala della città.
Superato l'incrocio e un breve tratto di corso, si apre la piccola ma elegante
Piazza "Venti" nella quale campeggia la statua di
Ovidio.
Si tratta della copia, opera di
Ettore Ferrari, della statua eretta nel
1887 a Costanza, città di esilio del poeta latino. Inaugurata nel
1925 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III è oggi uno dei simboli della città. Sulla sua base sono incisi due versi celebri che Ovidio dedicò a Sulmona durante l'esilio:
"Sulmo Mihi Patria Est" (da cui la scritta SMPE posta sullo
stemma cittadino) e
"pelignae dicar gloria gentis ego" (io sarò chiamato gloria della gente peligna).
Tra gli edifici che circondano la Piazza vi sono l'odierno
Liceo Classico, già sede dei Gesuiti, e il
Palazzo di Giovanni dalle Palle, mercante di origine veneziana, risalente al
1484, come ricordato dall'iscrizione apposta sul cantonale. L'ingresso originario doveva affacciarsi sulla piazza e presenta due portalini con arco a chiglia mentre più in alto, in una nicchia scavata tra i due balconi è collocato un
San Giorgio a cavallo che infilza un drago. Il vero ingresso si affaccia sul corso e presenta le insegne delle famiglie
Trasmondi-Scala.
Inoltrandosi tra il palazzo e il liceo, si apre la piccola
Piazza Tommasi che ospita la sede della
Biblioteca Comunale e il
Centro Studi Ovidiani: proseguendo ancora verso via S. Cosimo si incontra
Palazzo Mastropietro, residenza signorile settecentesca e attualmente sede della sezione locale dell'
Archivio di Stato.
3. Il Teatro Comunale
Appena superata la piazza si giunge all'incrocio con
Via De Nino, accompagnata per un breve tratto da un porticato in fondo al quale si trova il Teatro Comunale, progettato dall'ingegner
Guido Conti e costruito nel
1933.
La struttura ha una capienza di circa 800 posti tra platea (200), loggione e tre ordini di palchi. L'inaugurazione avvenne nel 1933 con l'opera del
Rigoletto di Verdi e l'
Andrea Chénier di Giordano e la partecipazione di famosi artisti. Tra di essi ricordiamo
Maria Caniglia, a cui Sulmona dedica ogni anno un
Concorso lirico di alto livello che si svolge in ottobre. Oggi il Teatro ospita la stagione di prosa dell'
Atam, che vede partecipare importanti nomi del palcoscenico italiano come
Carlo Giuffrè e
Luca De Filippo, ma anche spettacoli, manifestazioni e concerti della
Camerata Musicale.