Altri personaggi illustri di Sulmona
Introduzione
In questa pagina ho raccolto una serie di brevi biografie su quei personaggi di Sulmona a noi familiari eppure altrettanto sconosciuti. Chi non ha mai attraversato via Mazara o via Quatrario? E chi si è chiesto per quale motivo tali vie fossero intitolate a queste persone? Spero di risponderti e di svelarti cose di cui non ti hanno mai parlato.
Barbato da Sulmona
Letterato del 1300
Nacque a Sulmona intorno al 1300 e qui morì nel 1363. Fu abilitato alla professione di notaio a Napoli, poi fu tesoriere ducale a Firenze e nel 1335 incaricato dal re all'ufficio dei conti della regina (compito davvero molto delicato!). Nel 1337 ottenne l'esonero da certi tributi straordinari e ottenne la qualifica di giudice.
Durante i suoi svariati incarichi alla corte del re Roberto e della regina Giovanna I, approfondì la sua cultura grazie alla biblioteca e ai letterari di corte, nonché dalle amicizie con Petrarca e Boccaccio. Le lettere a quest'ultimi rappresentano la produzione letteraria del Barbato, molto limitata rispetto a quella originaria.
Ciofano Ercole
Letterato del 1500
Si ignorano le date di nascita e di morte ma si sa che era nato da famiglia ricca e che studiò a Roma, Milano e Padova. Riuscì ad affermarsi come filologo grazie all'edizione delle Metamorfosi di Ovidio pubblicata presso Aldo Manuzio nel 1575 a Venezia.
Nel 1575 stampò le osservazioni sulle opere di
Ovidio e la sua biografia, oltre ad una
descriptio di Sulmona. Dopo essersi trasferito a Venezia pubblicò l'edizione commentata degli
Halientica e dopo dissapori con Manuzio, riuscì a pubblicare la sua edizione su tutte le opere di Ovidio, un'opera di riferimento nello studio del poeta ovidiano. A partire dal 1589 insegnò a Sulmona, creando la leggenda che i ruderi del tempio di Ercole Curino fossero i resti dell'antica villa di Ovidio. Pubblicò ancora molte opere, tra cui una scelta di locuzioni di Cicerone e commenti alle elegie ovidiane.
De Nino Antonio
Letterato del 1800
Nato a Pratola nel 1833, morì a Sulmona nel 1907. Tutta la sua attività fu incentrata sullo studio dell'Abruzzo e della sua storia, tanto che Pirandello disse che "per noi De Nino era tutto l'Abruzzo". Viene considerato uno dei più importanti folcloristi dell'ottocento grazie ai suoi studi linguistici e i rapporti lingua-dialetto. I suoi scritti hanno offerto anche numerosi motivi d'ispirazione a D'Annunzio per la composizione dei drammi "la figlia di Iorio" e "La fiaccola sotto il moggio"e del romanzo "Il trionfo della Morte".
Marco Probo Mariano
Poeta del 1400
Nacque a Sulmona nel 1455 e morì nel 1499. Divenne molto presto un apprezzato poeta, elogiato da uomini illustri del tempo. Tra le sue opere si ricordano i poemi "La Vergine" e "Il trionfo di Otranto".
Mazara Giuseppe
Poeta del 1900
Nacque a Sulmona nel 1908 e qui vi morì nel 1948. Veniva chiamato "Nasone" per la sua grande vena poetica e alla composizione poetica dedicò in effetti tutta la sua vita. Scrisse "La Storia di Sulmona", una raccolta di poesie ispirate alle vicende della città, da
Solimo ai giorni nostri.
Mosca Ferdinando
Scultore del 1700
Nacque a Pescocostanzo nel 1685 e morì a Sulmona nel 1773. Operò come scultore firmandosi "Ferdinandus Mosca Sulmonensis" nella Cattedrale di San Panfilo, nella chiesa della SS. Annunziata e della Trinità. Fuori dalla nostra città ricordiamo i lavori nella chiesa di Sant'Antonio di Padova, a Scanno, nelle chiese di S. Maria della Valle e S. Eustachio, e infine a L'Aquila nella cattedrale di S. Massimo e in San Bernardino.
Quatrario Giovanni
Umanista e poeta del 1300
Nacque a Sulmona nel 1336 dove studiò e divenne maestro. Ebbe rapporti d'amicizia con Petrarca e per lui scrisse il "Carmen funereum" . Morì nel 1402 lasciando molti suoi beni alle chiese della città. Scrisse sei egloghe, diciannove odi, una decina di epitaffi e una cinquantina di carmi.
Serafini Panfilo
Letterato e patriota del 1800
Nacque a Sulmona il 23 agosto 1817 e vi morì l'11 novembre 1864: oggi è sepolto presso la chiesa della S.S. Annunziata. Di estrazione contadina, studiò latino e retorica nel Seminario sulmonese e trasferitosi a Napoli intrapese studi filosofici e letterari. Insegnò greco e latino nell'Abbazia di Montecassino e poi a Sulmona. Fu socio della carboneria e sostenitore del Risorgimento ma l'11 novembre 1854 venne arrestato per propaganda di idee patriottiche e condannato dai borboni a vent'anni di carcere, più tre da scontarsi in esilio. Gli fu attribuito il sonetto "A San Panfilo", in cui si auspicava la libertà e l'unità d'Italia. Venne liberato dopo cinque anni di reclusione, graziato per gravi problemi di slaute e mandato in esilio a Chieti. Liberata Sulmona il 20 ottobre 1860, rientrò in città ma nessuno si ricordò di lui. Morì povero e a causa delle infermità contratte nella detenzione, a soli 47 anni. Scrisse molte opere di carattere storico e un commento al Canzoniere di Dante Alighieri pubblicato a Firenze nel 1883.
Francesco Sardi de Letto
Letterato del 1900
Francesco Sardi è uno scrittore, giornalista, saggista che ha pubblicato molte opere di diversa ispirazione: dalle novelle ai trattati storici e politici, sempre con un tocco di ironia e sarcasmo. Il suo lavoro più importante e conosciuto è l'opera di divulgazione letteraria "La città di Sulmona", tra le più importanti ed autorevoli del 1900, realizzata con un enorme lavoro di ricerca sugli usi tradizioni e cultura della nostra terra.
Tresca Carlo
Giornalista del 1900
Nacque a Sulmona nel 1879 e morì nel 1946 a New York. Fondò e diresse a Sulmona "Il germe" ma nel 1904 espatriò clandestinamente negli Stati Uniti e a Filadelfia ebbe la direzione de "Il proletario". Continuò la sua attività negli anni seguenti.