Gole di San Venanzio
Le famose gole si trovano nel Comune di Raiano, paese della Valle Peligna a pochi passi da Sulmona, in un ambiente incontaminato e protetto. Una meta ideale per gli amanti della natura.
L'EREMO
L'eremo di San Venanzio risale al XII secolo e la leggenda narra che il Santo di Camerino si rifugiò in queste gole rocciose e selvaggie per sfuggire alle persecuzioni. La sua presenza è testimoniata dalle impronte che Venanzio lasciò stampate sulle rocce. L'eremo si colloca, con un sistema di archi, nel punto in cui la gola si fa più stretta (in alto a sinistra nella foto). Si festeggia il Santo il 18 Maggio.
LA GOLA
Le rocce, a strapiombo sul fiume, sono ricche di vegetazione spontanee, di grotte e di anfratti in cui nidifica l'Aquila. Recentemente si è deciso di proteggere l'area che oggi è denominata Riserva Naturale Regionale Gole di San Venanzio. La zona è ricca di acque sulfuree ed è quasi del tutto incontaminata.
L'ATERNO
L'Aterno scorre impetuoso fra le gole. Dopo pochi chilometri, esattamente nel territorio di Popoli, si unisce al Pescara (le cui sorgenti si trovano invece a Vittorito) e diventa l'Aterno-Pescara, il fiume più lungo d'Abruzzo.
ANCORA L'ATERNO
Qui si vede, dall'alto, il tortuoso andamento del fiume che si intravede fra la fitta vegetazione che cresce rigogliosa data la grande quantità di acqua disponibile.
LE PARETI ROCCIOSE
Le pareti rocciose scendono a picco sul fiume. Nella parete sullo sfondo, al centro della foto, si intravedono anfratti e piccole grotte.
LE RAPIDE
Le pietre e il restringimento del letto del fiume all'interno della gola provocano il formarsi di mulinelli e piccole rapide.
I MASSI
L'Aterno scorre fra massi di varie dimensioni, trasportati verso valle dall'impeto dell'acqua. D'estate, quando il fiume è in secca, si può saltellare da un masso all'altro fino a raggiungere l'altra sponda.
UN TRONCO
All'interno del fiume a volte si trovano resti di tronchi d'albero oltre che pietre. Eccone uno.