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La linea ferroviaria Sulmona - Carpinone

Il tracciato

La nascita ufficiale di questa linea ferroviaria è datata 18 settembre 1892, con l'inaugurazione della tratta Sulmona - Cansano di 25 km. Il progetto prevedeva di unire Sulmona con Caianello. In territorio campano si costruì quindi la Caianello - Venafro - Isernia (finita il 21 marzo del 1894) e il completamento del progetto si ebbe con la costruzione della tratta da Cansano fino ad Isernia, la più impegnativa di tutta la linea visto il territorio completamente montuoso. La linea passa a Palena e raggiunge la stazione di Rivisondoli - Pescocostanzo dopo 50 km, a quota 1268 metri: dopo quella del Brennero, la cui stazione è posta ad un'altitudine di 1370 metri, questa è la linea ferroviaria più alta d'Italia. La stazione di Rivisondoli - Pescocostanzo è infatti la seconda stazione più alta della rete. Il tracciato è caratterizzato da alcune interessanti peculiarità:

  • l'estrema tortuosità (curve il cui raggio minimo è di 250 metri);
  • il superamento di notevoli pendenze (fino al 28 per mille): si passa infatti dai 328 m di Sulmona agli 800 m di Castel di Sangro, passando per i 1268 m della stazione di Rivisondoli - Pescocostanzo, punto più alto della linea;
  • una lunghezza totale di 129 km di cui 25 percorsi nelle 58 gallerie;
  • la presenza di 407 opere d'arte, fra ponti, viadotti, acquedotti, ponticelli e cavalcavia.

Il tracciato prosegue con la salita di Monte Pagano (con una galleria di 3109 metri) per poi diramarsi a Carpinone in due tronconi:

  • a Ovest si continua verso Isernia - Venafro - Caianello, innestandosi in seguito sulla Roma - Cassino - Caserta;
  • a Est si può proseguire verso Bosco Redole - Campobasso - Termoli e Bosco Redole - Benevento.

Turismo ferroviario e ambientale

Oggi la valenza turistico - ambientale di questa linea chiamata la "Ferrovia dei Parchi" o il "Trenino verde" è tornata alla ribalta. Il treno collega e attraversa numerosi paesi del Parco Nazionale d'Abruzzo e del Parco Nazionale della Majella. L'obiettivo è renderla un mezzo inconsueto per gli amanti della natura che vogliono scoprire i parchi in un modo nuovo e poco dispendioso e per degli appassionati del turismo ferroviario, date le particolari caratteristiche del tracciato.
La nota dolente è l'offerta ferroviaria non sempre adeguata alla domanda, con pochi treni nei giorni feriali e pochissimi nei festivi. Il turismo potrà essere anche un'ancora di salvezza per questa linea: più volte si è parlato della soppressione dell'intera linea, nell'ambito della politica di risparmi delle FS.
Infine un dato significativo: all'apertura del servizio i convogli partivano da Sulmona e impiegavano quasi 4 ore per arrivare a Castel di Sangro. Da qui, in meno di 2 ore, arrivavano a Carpinone. Tempi altissimi se paragonati a quelli odierni (5 ore da Pescara a Napoli) ma perfettamente in linea con altre ferrovie di montagna.

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Informazioni

: Realizzato da
Andrea Forgione
Antonio Forgione
: © 2000-2006

[Creative Commons License]

: Data di creazione
Sulmona, 15-05-2000
: Ultimo aggiornamento
Sulmona, 17-04-2005



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