Il '600 fu un periodo di spenta vita sociale, in cui l'unico esempio di vitalità fu la partecipazione della città alla ventata rivoluzionaria di Masaniello: ma dopo breve tempo i nobili ripresero il controllo e i capi della rivolta vennero giustiziati.
Nel 1656 fu anche dismessa la Giostra Cavalleresca che si teneva due volte l'anno per "mancanza e disapplicazione dei cavalieri", oltre che per la terribile peste: fortunatamente la manifestazione è rinata nel 1995 sebbene aggiornata per i nostri tempi.
Ma il '600 fu anche il secolo in cui le chiese sulmonesi vennero dotate degli organi di tipo italiano opera di organari locali, tra i quali Marino e Vincenzo da Sulmona, che realizzarono in San Pietro a Roma l'organo della Cappella Gregoriana.
Nel 1706, poi, ci fu un disastroso terremoto che distrusse l'intera città e che risvegliò la cittadinanza. L'ottocento, così, segnò un nuovo periodo di rinascita, in cui il nodo ferrovario sulmonese, grazie alla sua strategica posizione, ebbe notevole sviluppo e con esso si ebbe una eguale crescita economica e demografica.
Tra il 1860 e il 1870 Sulmona e l'intero Abruzzo vissero un periodo di paura legato all'espansione del brigantaggio, a cui ho dedicato un capitolo a parte.
Al 1870 risale invece la costituzione della Banda Municipale di Sulmona, che arriverà, nel 1932, ai massimi livelli nell'ambito nazionale.
Nel 1889 nacque un'altra grande personalità della città, Giuseppe Capograssi, insigne studioso di Filosofia del Diritto. Insegnò e divenne rettore di molte università, tra cui quella di Roma, e poco prima della morte venne nominato membro della Corte Costituzionale. Ricordiamo, oltre alle opere di diritto, una raccolta di piccoli pensieri e considerazioni, i "Pensieri a Giulia", da cui ho preso alcuni passi trascritti in fondo alla pagina.
Il '900 è stato caratterizato da periodi di alterna fortuna, tra i quali vale la pena ricordare la costruzione nel '50 del Teatro Comunale, la ricostruzione dello storico Cinema Pacifico e la rinascita della già citata Giostra, nonché il passaggio del Giro d'Italia nel 1911, evento che si è ripetuto, fino ad oggi, ben sei volte.
Durante la seconda guerra mondiale Sulmona subì gravissimi danni e, vista la sua posizione al ridosso della linea Gustav, vide lo spopolamento di tutta la zona sud (dalla Majella occidentale alla zona dell'alto Sangro). Inoltre la città venne bombardata con particolare violenza in quanto nodo viario e ferrioviario strategico per l'intero Abruzzo. Nonostante tutte le avversità si colgono i primi segni di rinascita a partire dalla visita del primo Presidente della Repubblica Enrico De Nicola nel novembre del 1946. Inoltre venne ricostruita una zona della città completamente distrutta e ricostituito l'Archivio di Stato, sottratto dal regime fascista per vendicarsi della rivolta contadina del 1929, grazie alla quale vennero tolti i pesanti dazi applicati su ogni genere di mercanzia trasportata all'interno delle mura.
Un episodio di ribellione nei confronti delle istituzioni si ripeterà dopo pochi anni con lo Jamm' mo' del 1957: il malcontento questa volta nacque dalla sottrazione di importanti uffici amministrativi e del Distretto Militare, nei confronti di una città che da anni cercava (e cerca ancor oggi) di diventare capoluogo di provincia.
"Ogni giorno che passa non è la vita che passa,
ma è la vita che viene: la vita, la perenne
la buona, la intera vita che viene, si arricchisce,
si aggiunge a comporre il vivente tessuto
della propria anima."
"Tu sei scesa nel centro della mia natura ribelle,
beffarda, e hai portato il sapore eterno dello spirito,
e l'aria fresca del mondo puro,
e la primavera dolce e pura della tua anima..."
"Le mie lettere ti sono venute? (...)
C'è in esse l'anima mia."
Tratto da "Pensieri a Giulia", Giuffrè Editore, Varese 1978
: Realizzato da
Andrea Forgione
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: Data di creazione
Sulmona, 15-05-2000
: Ultimo aggiornamento
Sulmona, 29-04-2006