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Storia

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Home > Storia di Sulmona > I moti dello Jamm' mo' del 1957

La storia di Sulmona

Moti popolari di Sulmona

I sulmonesi sono sempre stati una popolazione laboriosa e paziente ma ciononostante sono stati diversi gli episodi in cui essi non sono riusciti a sopportare le angherie del "potere costituito": in particolare nel recente passato furono i due seguenti:

  • nel 1957, la classica goccia che fece traboccare il vaso, fu rappresentata dal trasferimento del Distretto Militare a L'Aquila (la rivale di sempre);
  • mentre nel 1929 dall'introduzione della gabella sulle "cannizze" (una nuova tassa sulle fascine di sterpaglie che le contadine portavano in città per farne del fuoco). In questo secondo caso, i contadini esasperati distrussero praticamente tutte le "garitte" dei dazieri (guardie addette alla riscossione delle gabelle) esistenti lungo la cinta muraria. (vedi E. Mattiocco "Sulmona ieri" pagg. 101-104).

In margine ai moti del 2 e 3 febbraio 1957, mi fa piacere poter riportare un componimento in dialetto locale che ho ritrovato nei miei carteggi. Si tratta di una copia che il mio amico, e direttore didattico Dr. Enea Di Janni, ha riportato nel maggio del 1998, dalla viva voce di coloro che parteciparono agli eventi (e che nel frattempo erano diventati i genitori - o meglio i nonni - dei suoi alunni).


Jamm' mo' !!!

(Ovvero "Le tre jurnate de Sulmone")

Stu guverne, dorme dorme,
passe uogge pe' demane
sole nghe le bomb' ammane
le putemme resbià!

Pe' piarce mo' pe fesse
Ce facirene la prumesse
C'a Sulmone lu Destrette
Nun l'avriene cchiù levate

Ma se l'hanne po' purtate,
ste fetiente sbrevugnate!
A sta belle futteture
Che ce porte tante danne,
la pacienza da tant'anne
s'è perdute adderetture!

E de sere e de matine
Senza tante meravije
S'hanne viste i sulmuntine
Pe' tre juorne senza brije!

T'hanne fatte la battajje
Nghe la stupeta sberraje
Ca la cucce ha auta fa
Dentre e fore a sta cettà.

I celerine strafettente
Mo se l'hanna recurdà
Chesta bella lezzione
Recevute da Sulmone,

La miserie de la vite
Mo' l'avessa fa pentì,
stu guverne tante cane
c'a lu puoste de le pane
te fa dà manganellate
a lu povere affamate!

Al componimento segue la seguente nota esplicativa di Enea:
"Componimento anonimo, emerso del popolo sulmontino durante le famose giornate di "Jamm'mo'!" del 2 e 3 febbraio 1957. Sia la scrittura che il tipo di verso "l'ottonario" riflettono proprio la caratteristica delle composizioni popolari. Sull'argomento è stato scritto da M. Padula un volumetto edito postumo, nel 1986, da Di Cioccio, a cura di M. Calore, F. Maiorano e V. Monaco e intitolato "Jamm'mo'"."


Franco Pallozzi

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Informazioni

: Realizzato da
Andrea Forgione
Antonio Forgione
: © 2000-2006

[Creative Commons License]

: Data di creazione
Sulmona, 15-05-2000
: Ultimo aggiornamento
Sulmona, 29-04-2006



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